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PREVENIRE LA FASCITE PLANTARE…

fascite-plantareLa fascite plantare è uno degli infortuni più ricorrenti negli atleti specialmente nel podista. Si genera quando la fascia plantare, che dal tallone attraversa tutta la pianta del piede, si
infiamma, i sintomi si manifestano quando alla mattina, alzandosi dal letto appoggiando i piedi a terra, si avverte un dolore ai talloni.

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La fascia plantare è una striscia di tessuto molto simile a un tendine che ha inizio in corrispondenza del tallone e attraversa tutta la pianta del piede, attaccandosi alla base delle ossa delle dita.

Il dolore, molto simile a una puntura nella parte inferiore del piede, si ripresenta gradualmente anche durante la giornata e aumenta se sollecitato dall’attività fisica.
Qualora si manifesti, è molto importante curarlo (con la tecnica bowen, aceto di mele e un bendaggio appropriato) riposo dalle attività fisiche.

 

Prevenzione.
Per prevenire questo tipo di infortunio, è molto importante avere un’adeguata preparazione atletica Vi consiglierò alcuni movimenti utili per prevenire questa fastidiosa infiammazione.
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effettuare questo esercizio di stretching,  inginocchiatevi e appoggiate le ginocchia a terra,
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Le mani e le braccia tese e appoggiate al muro, le dia dei piedi piegati a 90°,
restare immobili per 10 secondi, sollevarsi e rimanere in piedi con le piante
dei piedi aderenti al pavimento per 10 srcondi, ripetere 3-4 volte l’esercizio di stretching.

 

Camminare sugli avampiedi
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v2_1v2_1Con le ginocchia ben distese e bloccate, camminate sugli avampiedi.
Questo esercizio contribuisce a rafforza i talloni e i polpacci.

 

Salire su uno scalino
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Salire su uno scalino con entrambi i piedi.
Arretrare il piede fino a quando il tallone sarà libero di muoversi verso il basso.
Abbassare il tallone finché non si avverte una leggera tensione nel polpaccio.
Fermarsi e mantenere la posizione per circa 20 secondi; ripeter l’esercizio 3-4 volte.

 

Afferrare la pallina.
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Da seduti o in posizione eretta, bisogna provare ad afferrare una pallina di gomma piuma con la punta delle dita, cercare di sollevarla. L’esercizio va ripetuto 10 volte per ogni piede per 2 cicli.

 

Inarcare il piede.
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Inarcare la pianta del piede fa lavorare i muscoli dell’arco plantare.
Per eseguire questo esercizio, stare in piedi, premere con le dita del piede sul pavimento mantenendo fermo il tallone, di modo da formare un arco.
Distendere ed eseguire 3 serie da 10 ripetute per piede

 

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Muscoli interossei plantari
Questo movimento si esegue da seduti, mettete un elastico attorno alle dita, quindi allargate e rilassate le dita. Eseguire 3 serie da 10 ripetute per piede.

“Dito come Braccio” Bowen..

Oggi vi racconterò come curo una distorsione o insaccamento delle dite della mano con la tecnica Bowen.
Alcuni anni fa, durante una importantissima partita di calcio, quando mancavano solo 5 minuti alla fine del 1° tempo, il mio portiere Mattia, nell’eseguire una parata a media altezza si fece male al dito indice della mano sinistra.
Purtroppo non avevo il portiere di riserva, per cui ho chiamato il time out, avevo a disposizione 10 minuti e mi avvicinai a Mattia che accusava un forte dolore al dito indice, pensai che se lo fosse incassato, era molto teso e nervoso.
Avevo poco tempo e non sapendo come intervenire ho deciso di attuare la procedura Bowen gomito e polso al dito incassato.

Ho cominciato facendo gli stop superiori.

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Ho immaginato il dito come una spalla, ho piegato l’indice dalla fine del metacarpo ho immaginato la falange come il braccio, la falangina come l’avambraccio e falangetta come la mano.

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Ho infilato il pollice all’interno dell’articolazione

eseguendo (come nella foto) lo SK.SL.

superiormente.

 

 

 

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Ho portato il polpastrello del dito a toccare il palmo,

tenendolo  il più possibile piegato, eseguivo lo

SK.SL. superiormente.

 

 

 

 

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Il movimento H.P. è stato fatto per 10 secondi circa

chiedendo a Mattia se sentiva qualsiasi senzazione

al dito.

 

 

 

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Sulle giunture della falange e successivamente alla falangetta ho eseguito lo SK.SL. mediale.

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Ho tirato la pelle tra la falange e la falangetta ho immobilizzato la falangetta, ho effettuato l’ultimo movimento della procedura gomito-polso.

Ho fatto un paio di giri con la benda adesiva, gli ho fatto bere 2 bicchieri d’acqua e gli ho detto di non stare fermo nella porta.

E’ rientrato in campo attendendo la fine del 1° tempo.

 

All’intervallo nello spogliatoio ho fasciato il dito con delle bende inzuppate di aceto di mele tenute per 15 minuti.

Mattia non sentiva più dolore ma un forte calore al dito.

Nel 2° tempo ha continuato a giocare come se non avesse avuto nessun trauma e alla fine della partita non accusava nessun fastidio o dolore.

Per precauzione mandai Mattia al pronto soccorso con i genitori per fare una radiografia alla mano per accertarmi che non avesse una micro frattura.

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Da quel giorno curo le distorsioni o le dita insaccate con la procedura gomito polso con ottimi risultati.

ATTENZIONE !!!
Se dopo la procedura il dolore non si placa o l’atleta non avverte un forte calore al dito è sicuramente una distorsione o una micro frattura per cui ospedale e radiografia e riposo con diverso trattamento.

Alcuni consigli per evitare il “dito insaccato”
Un dito insaccato è un tipo di distorsione dovuto a un grave impatto sulla punta del dito stesso.
È una lesione piuttosto comune tra gli sportivi, soprattutto tra chi gioca a pallavolo, pallacanestro e calcio.

Se fasci le dita prima di una partita, riduci il rischio di insaccarle o distorcerle.
Se fai schioccare costantemente le dita puoi danneggiare le articolazioni e i tessuti molli circostanti rendendole così più soggette a infortuni.

ALIMENTAZIONE PRE ALLENAMENTO….

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Molte persone hanno scritto via email
( info@salvip.it ) chiedendomi cosa devono mangiare prima di un allenamento oppure vogliono un consiglio su quando è meglio allenarsi, così vi dirò come abbinare le due cose.
Tutto dipende sempre quando svolgiamo il nostro allenamento, la modalità dell’alimentazione cambia a seconda dell’ora dell’allenamento.

 

basketSe al mattino ci svegliamo verso le 6.00/7.00 e vogliamo correre, il consiglio è quello di non mangiare, ma di bere qualcosa come del the, del succo di frutta o spremuta d’arancia zuccherata con miele o fruttosio, o un integratore idrosalino.
Tutto ciò per evitare di appesantirvi, il corpo risponderà meglio allo sforzo.
Non fate mai una vera colazione perché mette in atto la digestione, con la conseguenza che il sangue invece di arrivare ai muscoli interessati alla corsa (gambe), andrebbe a finire nell’apparato digerente diminuendo l’apporto di ossigeno.

biciPer l’allenamento a metà mattina intorno 10.00/10.30, dobbiamo effettuare una colazione leggera almeno 2/3 ore prima, deve essere bilanciata tra carboidrati, grassi e proteine fate molta attenzione alla quantità e soprattutto alla qualità degli alimenti. Un esempio di colazione ideale potrebbe essere la seguente:
30% carboidrati = frutta di stagione
30% Proteine = 2/3 fette bresaola,
grassi = 5 mandorle, 3 noci
10% Sali minerali = bevanda con Sali minerali.

Di solito io sconsiglio vivamente di fare allenamenti nell’ora di pranzo 12.30/14.30, ma se l’allenamento non è evitabile il mio consiglio e di fare una abbondante colazione intorno alle 7.30/8.30 effettuare uno spuntino un’ora prima dell’allenamento con frutta, parmigiano reggiano una spremuta d’arancia per evitare di arrivare con una carenza di zuccheri all’inizio dell’allenamento.

Allenamento svolto nel pomeriggio/sera 18.00/19.00 è quello più indicato perché si svolge dopo una regolare e equilibrata assunzione di proteine, grassi e carboidrati.
Sapendo che l’allenamento si svolgerà di sera, possiamo fare una ricca colazione, un pranzo completo e uno spuntino leggero. Assumendo carboidrati dati da verdura, frutta e cereali, proteine come carne bianca o pesce e grassi con olio d’oliva, noci o anacardi.

Il cibo è la nostra prima medicina

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Ciao a tutti, sono reduce da una visita al padiglione del Giappone all’ EXPO e colgo l’occasione per parlarvi di cibo.
Vorrei ricordare a tutti che il cibo è la nostra prima medicina, una sana alimentazione previene gran parte di fastidi e disturbi ed è possibile curarsi.
Oggi parleremo di una salsa piccante tipica giapponese “Wasabia japonica” conosciuta in tutto il mondo come wasabi, aiuta a combattere ed eliminare le cellule del cancro al pancreas, inoltre disintossica il fegato, combatte i germi, protegge le arterie, pulisce i denti, riequilibra la flora batterica.
Per chi non lo sapesse il pancreas è una ghiandola voluminosa, lunga e piatta, situata trasversalmente nella parte superiore e posteriore della cavità addominale.
Il pancreas ha una duplice funzione, la prima è quella di produrre ed emettere nel circolo sanguigno gli ormoni, che attraverso il sangue si diffondono in tutto l’organismo raggiungendo gli organi e controllandone il funzionamento, mentre la seconda funzione consiste nella produzione di enzimi digestivi da immettere nel tubo digerente.

Il Wasabi.
Il wasabi è una pianta di origine giapponese dalla cui radice si ottiene una pasta verde dal sapore particolarmente piccante, usata nella cucina tipica giapponese, spesso adoperata in accompagnamento al pesce crudo, sushi, tempura e sashimi.
In Giappone è chiamata anche “Namida” che significa lacrima grazie alla sua piccantezza che può provocare la lacrimazione.

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STAI ATTENTO ALL’ETICHETTA
I prodotti che trovi generalmente al supermercato con la scritta wasabi sono quasi sempre un composto a base di rafano con aggiunta di coloranti per dargli il colore verde.

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Il vero wasabi è costoso e non si trova facilmente nemmeno quando vai a mangiare nei ristoranti giapponesi, deve essere grattugiato al momento poichè i suoi benefici si perdono dopo circa 15/20 minuti, con aggiunta di aceto trattiene i suoi principi fondamentali.
Per questo motivo il wasabi è venduto principalmente in polvere, dopo essere stato congelato, liofilizzato do modo che non perda le sue proprietà benefiche.

 

 

Contusioni e distorsioni io li curo così…

Contusione.

La contusione è causata da un impatto che colpisce i vasi sanguigni, si manifesta con un ematoma, visibile se è superficiale o invisibile se è all’interno del muscolo o di in una articolazione.
Quella alla caviglia è la più frequente tra i traumi di chi svolge una attività sportiva.

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Aceto di mele  rimedio naturale per contusioni.
Il rimedio che tutti conosciamo è il ghiaccio, fin da piccolo il ghiaccio è stato il rimedio e il metodo più diffuso, non tutti sanno però che il ghiaccio blocca la circolazione sanguigna locale, riducendo il gonfiore e l’espansione dei lividi o ematomi. Caspita!! Ma allora cosa c’è di sbagliato, nulla il problema è che costringendo i vasi sanguigni la guarigione sarà molto più lunga, circa 30 giorni.
Io da 5 anni ormai ho sostituito il ghiaccio con l’aceto di mele, che risolve gli effetti di una contusione in 5/7 giorni.
L’Aceto di mele contrariamente al ghiaccio, scioglie piccoli trombi e agevola il deflusso sanguigno ed è un potente antiinfiammatorio.
Lo si può sfruttare per lividi di difficile scomparsa e si usa tramite impacchi.
Da non usare in presenza di abrasioni e ferite, in quel caso usare solo il ghiaccio poiché l’aceto provocherebbe bruciore.
Entrambi sono freddi e danno subito un sollievo dal dolore poiché hanno una effetto anestetizzante.
Ora sia in casa che nella borsa del primo soccorso del calcio io ho sempre almeno due bottiglie di aceto di mele, fatelo anche voi.

Distorsione.

La distorsione è la lesione più frequente nello sport.
E’ provocata da un movimento articolato non fisiologico, si manifesta principalmente con gonfiore e il dolore dell’articolazione e il colore della pelle che può presentare chiazze di colore rossastro (ematoma).

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Argilla verde e bendaggio un rimedio naturale per la distorsione.
La distorsione a differenza della contusione si deve trattare con il BOWEN solamente quando il gonfiore e il dolore sarà diminuito.
Dalla mia esperienza consiglio di trattare la distorsione (in questo caso alla caviglia) sempre con l’argilla verde anche se non ci sono ematomi evidenti, perché il trattamento dell’argilla permette di attirare sia liquidi che tossine verso la superficie della pelle.

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Le fotografie evidenziano come dopo un paio di impacchi di argilla verde la caviglia che risultava apparentemente senza ematomi, presenti ora il suo trauma affiorato in superficie e tutto questo solo dopo 6/8 ore dal trattamento.
Lo stesso risultato lo avremmo potuto ottenere anche con il ghiaccio ma solo dopo 5 giorni.

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Io preferisco impastare l’argilla verde con l’aceto di mele per ottenere anche un’azione antiinfiammatoria in più.
Dopo almeno 2 giorni di completo riposo con solo il bendaggio insieme ad impacchi di aceto di mele passo a fare un trattamento BOWEN della caviglia.

Attenzione!!
Rivolgersi al medico quando aumenta il gonfiore, l’estensione dell’ematoma o il dolore, oppure quando la parte contusa risulta fredda o anche il cliente segnala un intorpidimento della parte sottostante la contusione.
(Es. le dita del piede in una contusione della caviglia).

L’allenatore

Allenare i giovani ragazzi è una passione, una missione e una dedizione.
L’allenatore è un’insegnante, un educatore, un tecnico, un animatore, uno psicologo.
Essere insegnante che addestra trasmettendo modelli positivi da seguire è tutt’altro che facile!
L’allenatore deve conoscere le varie tappe di crescita fisica del giovane per poter proporre allenamenti idonei ad ogni età e che ne favoriscono lo sviluppo armonico.
Un’errata seduta d’allenamento può procurare gravi danni a livello scheletrico, osseo-cartilaginei che possono riflettersi al livello fisico e psicologico con abbandoni precoci dell’attività sportiva.
Creare un ottimo rapporto di intesa tra allenatore e ragazzo è fondamentale, specialmente per chi allena i primi calci, piccole spugne pronte ad assorbire qualsiasi cosa.
Bisogna stare attenti, ponderare molto bene quello che si dice e quello che si chiede all’atleta, è facile sbagliare, dare un errato significato alle parole come “COMPETIZIONE”,“AGGRESSIVITA’ ”
si rischia di trasformare un elemento positivo in una guerra con l’avversario.
L’allenatore deve saper osservare, essere sempre attento ad eventuali stati d’animo e di malessere, essere capace di motivare, non rigido, ma deve saper spiegare ogni seduta d’allenamento, alimentare l’autostima e sapere aggregare il gruppo.
Ovviamente deve conoscere, i fondamenti della tecnica di base la tecnica di situazione o tattica individuale.
Non deve dimenticare mai il senso ludico dell’allenamento, la tecnica risulterà più stimolante e i risultati più proficui.
Attenzione a non cadere nell’ “AMICIZIA” con l’atleta, bisogna essere capaci di svolgere la propria attività di allenatore con professionalità dando e pretendendo rispetto senza dare stupide e inutili punizioni ma sapendo imporre la propria volontà e le proprie decisioni, sapendo sempre dare giuste risposte alle loro domande e alle loro curiosità.
Questo vale per l’atleta ma soprattutto per i genitori.
Genitori… Genitori… non ricordo chi ha detto ” IL MIGLIOR CALCIATORE E’ ORFANO” mai definizione fu più esatta.
Ricordo quando ero ragazzo e andavo da solo agli allenamenti con il borsone che era più grande di me, ovviamente la preparazione della borsa, l’ingrassamento delle scarpette erano a mio carico e le scarpette si cambiavano solamente quando erano diventate strettissime, ci si allenava con qualsiasi tempo e le mamme non partecipavano mai a nessuna partita.
Oggi praticamente le mamme sono ovunque negli allenamenti, alle partite dove fanno ogni tipo di apprezzamenti ad alta voce, a volte le senti parlare sulle prestazioni tecnico-tattiche facendo differenze tra il mio e il suo ma non si permettono mai di giudicare la prestazione del figlio.
Mentre il papà rimanendo meno attivo, è più attento se il figlio gioca, quanto gioca, se entra subito al primo tempo, quale ruolo occupa, addirittura a volte giudica anche il numero della maglietta.
Si atteggia ad allenatore urla, consiglia, ordina al figlio cosa deve fare, come si deve comportare, lo vuole aggressivo, cattivo anche se ha solo 10 anni, mettendo così in difficoltà l’atleta che non sa chi ascoltare, oppure peggio ancora ha paura di sbagliare per non sfigurare davanti ai genitori.
Insomma era meglio quando si stava peggio? Quando lo sport era sentito e non si doveva pagare fior fiori di soldi per andare a praticare uno sport? (Specialmente il calcio) oppure oggi?

Argento colloidale

Si dice che nell’ antichità gli appartenenti alle classi nobili e i ricchi fossero più sani grazie all’uso quotidiano di stoviglie, coppe e posate d’argento.  Questo grazie alla proprietà dell’argento, un antibatterico naturale che cura tante  patologie, virus e funghi. L’argento colloidale veniva usato fino alla fine degli anni 40  quando ancora non erano diffusi i comuni antibiotici.
Quello che vi dirò oggi è come questo metallo agisce sul nostro corpo contro batteri ed infezioni.
L’argento colloidale viene eliminato  dal nostro corpo in poco tempo e non è tossico, interagisce con il DNA dei batteri  bloccandone la riproduzione rendendo inattivi gli enzimi vitali dei microrganismi e  distruggendoli  formando così dei solfuri di idrogeno che bloccano l’approvvigionamento energetico in reazione con i citocromi, strutture che stanno all’interno delle cellule e che ne impediscono la respirazione, provocandone il distacco della membrana cellulare.
alcune malattie che si possono curare :
Raffreddore, tosse, influenza,  sinusite,  mal gola,  tonsillite, rinite allergica, asma, igiene dentale, cura di gengive doloranti e sanguinanti, Helicobacter,  vermi, infezioni alla prostata, vaginiti, piaghe, tagli, ferite e bruciature.

Quale e dove acquistare l’Argento Colloidale Ionico.(ACI)
L’argento colloidale lo possiamo trovare  in farmacia o in erboristeria, le ditte o società che lo producono sono molteplici ma non importa la marca quello che dovete tenere presente è la diluizione che viene espressa per PPM (Parte Per Milione) più alto è il PPM e diverso sarà il tipo d’impiego.
Io per esempio uso 10PPM per i bambini, no neonati, il 20PPM per gli adulti e il 30 o il 40 PPM per ferite aperte, tagli e  piaghe.

Posologia dell’ ACI.
Adesso vi chiarirò per ogni sintomo di malattia la posologia di assunzione.
Dovete tenere ben presente 3 cose basilari:
1) l’ACI va assunto per via orale sotto la lingua per circa un minuto, poi deglutire e quindi bere un bicchiere di acqua naturale.
2)L’ACI non deve essere assunto contemporaneamente alla vitamina “C ”  (es. succhi d’arancia o prodotti a base di frutta ricca della vitamina C ) .
3) L’ACI  va preso  a stomaco vuoto lontano dai pasti.

Per problemi respiratori tipo raffreddore, tosse, influenza,  sinusite,  mal gola,  tonsillite, rinite allergica  e asma assumere  20 gocce diluizione 20 PPM  tre volte al giorno (almeno un’ora prima della colazione, pranzo e cena)  per 10 giorni, poi  per altri 10 giorni 2 volte al giorno (colazione e cena) dopo 10 gocce al giorno (preferibilmente al mattino o alla sera) per altri 10 giorni, durante la cura bere molta acqua naturale che ridurrà i sintomi rapidamente.   Ricordo sempre che per i bambini  la dose va dimezzata.
Integrare la vostra alimentazione con dello yogurt o dei fermenti lattici per compensare la possibile perdita di flora batterica.

Per problemi della bocca tipo igiene dentale, gengive doloranti e sanguinanti e ascessi  mettere 20 gocce diluizione 30 o 40 PPM (dipende dalla gravità del problema) in un bicchiere d’acqua sorseggiando, tenerla in bocca per almeno un minuto prima di ingerirla tre volte al giorno (almeno un’ora prima della colazione, pranzo e cena)  fino a  10 giorni dopo la guarigione.

Per problemi di intestinali  tipo Helicobacter, vermi, infezioni alla prostata e vaginiti 
20 gocce diluizione 30 PPM  tre volte al giorno (almeno un’ora prima della colazione, pranzo e cena)  per 10 giorni, poi  altri 10 giorni 2 volte al giorno (colazione e cena) dopo 10 gocce al giorno per altri 10 giorni (preferibilmente al mattino o alla sera), durante la cura bere acqua naturale con l’aggiunta di mezzo  cucchiaino da the di ACI ogni 1,5 litri, agitare bene e attendere 6 minuti prima di bere, non è necessario conservarla in frigorifero però deve essere consumata in giornata.

Per piaghe, tagli, ferite e bruciature   due cucchiai da tavola diluizione 40PPM per 1,5 litri d’acqua demineralizzata, agitarla bene e attendere 10 minuti prima usarla. Il modo più efficace d’impiego è spray,  io personalmente dopo la diluizione la travaso in una bottiglietta con lo spuzzatore che utilizzo per  lavare la ferita 3 o 4 volte al giorno. Prima di ogni trattamento accertarsi che la ferita sia completamente asciutta.
Coprirla facendo in modo  che la garza sterile  non tocchi la ferita.
Per le piaghe che non rimarginano potete aiutarvi con del vetro verde scuro precedentemente polverizzato ma questo è un altro argomento di cui parleremo più avanti.

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Lo SPORT e il BOWEN

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Salve! Mi chiamo Salvatore “Salvi” per gli amici da qui il nome del blog. Qualche parole per presentarmi, Informatico di giorno, operatore olistico e allenatore di calcio appena dopo lasciato l’ufficio, vivo oltre il PO nelle colline Pavesi, sono appassionato di fotografia e musica. Ex- calciatore (portiere), adesso mi dedico ad allenare e insegnare il calcio ai giovani. Nel frattempo ho frequentato vari corsi, scartando o approfondendo quelli più efficaci. Sono operatore Bowen e grazie al mio vissuto ho acquisito una forte esperienza nelle cure di traumi calcistici di ogni genere.