Archivi del mese: novembre 2015

PREVENIRE LA FASCITE PLANTARE…

fascite-plantareLa fascite plantare è uno degli infortuni più ricorrenti negli atleti specialmente nel podista. Si genera quando la fascia plantare, che dal tallone attraversa tutta la pianta del piede, si
infiamma, i sintomi si manifestano quando alla mattina, alzandosi dal letto appoggiando i piedi a terra, si avverte un dolore ai talloni.

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La fascia plantare è una striscia di tessuto molto simile a un tendine che ha inizio in corrispondenza del tallone e attraversa tutta la pianta del piede, attaccandosi alla base delle ossa delle dita.

Il dolore, molto simile a una puntura nella parte inferiore del piede, si ripresenta gradualmente anche durante la giornata e aumenta se sollecitato dall’attività fisica.
Qualora si manifesti, è molto importante curarlo (con la tecnica bowen, aceto di mele e un bendaggio appropriato) riposo dalle attività fisiche.

 

Prevenzione.
Per prevenire questo tipo di infortunio, è molto importante avere un’adeguata preparazione atletica Vi consiglierò alcuni movimenti utili per prevenire questa fastidiosa infiammazione.
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effettuare questo esercizio di stretching,  inginocchiatevi e appoggiate le ginocchia a terra,
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Le mani e le braccia tese e appoggiate al muro, le dia dei piedi piegati a 90°,
restare immobili per 10 secondi, sollevarsi e rimanere in piedi con le piante
dei piedi aderenti al pavimento per 10 srcondi, ripetere 3-4 volte l’esercizio di stretching.

 

Camminare sugli avampiedi
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v2_1v2_1Con le ginocchia ben distese e bloccate, camminate sugli avampiedi.
Questo esercizio contribuisce a rafforza i talloni e i polpacci.

 

Salire su uno scalino
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Salire su uno scalino con entrambi i piedi.
Arretrare il piede fino a quando il tallone sarà libero di muoversi verso il basso.
Abbassare il tallone finché non si avverte una leggera tensione nel polpaccio.
Fermarsi e mantenere la posizione per circa 20 secondi; ripeter l’esercizio 3-4 volte.

 

Afferrare la pallina.
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Da seduti o in posizione eretta, bisogna provare ad afferrare una pallina di gomma piuma con la punta delle dita, cercare di sollevarla. L’esercizio va ripetuto 10 volte per ogni piede per 2 cicli.

 

Inarcare il piede.
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Inarcare la pianta del piede fa lavorare i muscoli dell’arco plantare.
Per eseguire questo esercizio, stare in piedi, premere con le dita del piede sul pavimento mantenendo fermo il tallone, di modo da formare un arco.
Distendere ed eseguire 3 serie da 10 ripetute per piede

 

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Muscoli interossei plantari
Questo movimento si esegue da seduti, mettete un elastico attorno alle dita, quindi allargate e rilassate le dita. Eseguire 3 serie da 10 ripetute per piede.

“Dito come Braccio” Bowen..

Oggi vi racconterò come curo una distorsione o insaccamento delle dite della mano con la tecnica Bowen.
Alcuni anni fa, durante una importantissima partita di calcio, quando mancavano solo 5 minuti alla fine del 1° tempo, il mio portiere Mattia, nell’eseguire una parata a media altezza si fece male al dito indice della mano sinistra.
Purtroppo non avevo il portiere di riserva, per cui ho chiamato il time out, avevo a disposizione 10 minuti e mi avvicinai a Mattia che accusava un forte dolore al dito indice, pensai che se lo fosse incassato, era molto teso e nervoso.
Avevo poco tempo e non sapendo come intervenire ho deciso di attuare la procedura Bowen gomito e polso al dito incassato.

Ho cominciato facendo gli stop superiori.

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Ho immaginato il dito come una spalla, ho piegato l’indice dalla fine del metacarpo ho immaginato la falange come il braccio, la falangina come l’avambraccio e falangetta come la mano.

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Ho infilato il pollice all’interno dell’articolazione

eseguendo (come nella foto) lo SK.SL.

superiormente.

 

 

 

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Ho portato il polpastrello del dito a toccare il palmo,

tenendolo  il più possibile piegato, eseguivo lo

SK.SL. superiormente.

 

 

 

 

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Il movimento H.P. è stato fatto per 10 secondi circa

chiedendo a Mattia se sentiva qualsiasi senzazione

al dito.

 

 

 

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Sulle giunture della falange e successivamente alla falangetta ho eseguito lo SK.SL. mediale.

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Ho tirato la pelle tra la falange e la falangetta ho immobilizzato la falangetta, ho effettuato l’ultimo movimento della procedura gomito-polso.

Ho fatto un paio di giri con la benda adesiva, gli ho fatto bere 2 bicchieri d’acqua e gli ho detto di non stare fermo nella porta.

E’ rientrato in campo attendendo la fine del 1° tempo.

 

All’intervallo nello spogliatoio ho fasciato il dito con delle bende inzuppate di aceto di mele tenute per 15 minuti.

Mattia non sentiva più dolore ma un forte calore al dito.

Nel 2° tempo ha continuato a giocare come se non avesse avuto nessun trauma e alla fine della partita non accusava nessun fastidio o dolore.

Per precauzione mandai Mattia al pronto soccorso con i genitori per fare una radiografia alla mano per accertarmi che non avesse una micro frattura.

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Da quel giorno curo le distorsioni o le dita insaccate con la procedura gomito polso con ottimi risultati.

ATTENZIONE !!!
Se dopo la procedura il dolore non si placa o l’atleta non avverte un forte calore al dito è sicuramente una distorsione o una micro frattura per cui ospedale e radiografia e riposo con diverso trattamento.

Alcuni consigli per evitare il “dito insaccato”
Un dito insaccato è un tipo di distorsione dovuto a un grave impatto sulla punta del dito stesso.
È una lesione piuttosto comune tra gli sportivi, soprattutto tra chi gioca a pallavolo, pallacanestro e calcio.

Se fasci le dita prima di una partita, riduci il rischio di insaccarle o distorcerle.
Se fai schioccare costantemente le dita puoi danneggiare le articolazioni e i tessuti molli circostanti rendendole così più soggette a infortuni.

ALIMENTAZIONE PRE ALLENAMENTO….

corsa

Molte persone hanno scritto via email
( info@salvip.it ) chiedendomi cosa devono mangiare prima di un allenamento oppure vogliono un consiglio su quando è meglio allenarsi, così vi dirò come abbinare le due cose.
Tutto dipende sempre quando svolgiamo il nostro allenamento, la modalità dell’alimentazione cambia a seconda dell’ora dell’allenamento.

 

basketSe al mattino ci svegliamo verso le 6.00/7.00 e vogliamo correre, il consiglio è quello di non mangiare, ma di bere qualcosa come del the, del succo di frutta o spremuta d’arancia zuccherata con miele o fruttosio, o un integratore idrosalino.
Tutto ciò per evitare di appesantirvi, il corpo risponderà meglio allo sforzo.
Non fate mai una vera colazione perché mette in atto la digestione, con la conseguenza che il sangue invece di arrivare ai muscoli interessati alla corsa (gambe), andrebbe a finire nell’apparato digerente diminuendo l’apporto di ossigeno.

biciPer l’allenamento a metà mattina intorno 10.00/10.30, dobbiamo effettuare una colazione leggera almeno 2/3 ore prima, deve essere bilanciata tra carboidrati, grassi e proteine fate molta attenzione alla quantità e soprattutto alla qualità degli alimenti. Un esempio di colazione ideale potrebbe essere la seguente:
30% carboidrati = frutta di stagione
30% Proteine = 2/3 fette bresaola,
grassi = 5 mandorle, 3 noci
10% Sali minerali = bevanda con Sali minerali.

Di solito io sconsiglio vivamente di fare allenamenti nell’ora di pranzo 12.30/14.30, ma se l’allenamento non è evitabile il mio consiglio e di fare una abbondante colazione intorno alle 7.30/8.30 effettuare uno spuntino un’ora prima dell’allenamento con frutta, parmigiano reggiano una spremuta d’arancia per evitare di arrivare con una carenza di zuccheri all’inizio dell’allenamento.

Allenamento svolto nel pomeriggio/sera 18.00/19.00 è quello più indicato perché si svolge dopo una regolare e equilibrata assunzione di proteine, grassi e carboidrati.
Sapendo che l’allenamento si svolgerà di sera, possiamo fare una ricca colazione, un pranzo completo e uno spuntino leggero. Assumendo carboidrati dati da verdura, frutta e cereali, proteine come carne bianca o pesce e grassi con olio d’oliva, noci o anacardi.